Covid19, il virus che non ama le donne

Sembra che il virus contagi meno le donne. Non so su che base scientifica sia formulata questa affermazione che leggo ovunque, so però che il virus non ama le donne davvero poiché la situazione in Italia delle donne e delle mamme soprattutto dopo il Covid19 è davvero sconcertante.

Partivamo da 6 milioni di mamme che si occupano dei figli, lavorano e quasi interamente hanno l’onere della spesa, della casa, della gestione familiare insomma. Dopo il lockdown si ritrovano come prima ma senza servizi assistenziali per i minori, con il lavoro da gestire (smart working con figli in casa non ha nulla di smart ve lo assicuro), la casa a carico e uno stress psicologico da alienazione pura. Mesi in casa senza più una routine di sostegno, senza più svaghi e la tensione per la salute dei cari.

Ciò che ne risente di più ovviamente oltre alla carriera è la cura di sè. Il tempo per il proprio benessere viene sacrificato per i doveri familiari. Stare in casa più spesso, i figli sempre presenti, la gestione del lavoro che diventa un esercizio di equilibrismo. La stanchezza che non si recupera se non concedendosi tempo, contatto e ascolto profondo per capire davvero quale bisogno può ripristinare un sano equilibrio, per non perdere la bussola, per non perdere se stesse.

La situazione probabilmente durerà a lungo e questa assunzione forzata di donna-mamma-casalinga sarà una nuova condizione da accettare. Confido, non da subire. Chi può certo potrà farsi aiutare, senza remore e senza sensi di colpa per carità. E’ il momento di emergenza in cui si mettono in gioco tutte le risorse necessarie, quindi ampio spazio ad aiuto domestico, baby sitting, nonni, amici, partner. Non giochiamo alla wonder woman, non serve. Non dobbiamo dimostrare ninte a nessuno.

Piuttosto giochiamo alla donna adulta che sa essere di esempio nelle difficoltà, la persona matura che conosce i proprio limiti, che gestisce la realtà con serenità e che sa quando ritirarsi, quando ritagliarsi un piccolo spazio, quando chiedere aiuto, quando respirare in solitudine aria fresca che dia ossigeno al cervello e lo faccia continuare a funzionare bene nell’organizzazione dei doveri ma anche nella progettazione dei sogni. Perchè se il virus non ci ama, noi non dobbiamo dimenticarci invece che meritiamo molto molto amore soprattutto da noi stesse.

Un abbraccio

Anna Laura

 

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