Gravidanza e infelicità: un tabu che viene da lontano

Sin dal passato la gravidanza è stata un momento privato al femminile. Un evento da nascondere, da vivere nella superstizione e nel pericolo. “Incinta” spesso aveva un’accezione negativa, la figura della puerpera non era mai rappresentata e i nove mesi erano un pò vissuti in una sorta di confino. Oggi le cose sono cambiate. La gravidanza è un fatto sociale molto collettivo. Non solo grazie ai media, i 9  mesi sono vissuti in condivisione e la donna gravida è simbolo di bellezza e prosperità. Emblema di salute e creatrice di vita.

Ma quanti appellativi! Tirando le somme non sempre le cose si sono modificate in meglio. Tutte queste aspettative, vivere il cambiamento sotto i riflettori e gli occhi attenti di familiari e amici. Dover accettare commenti anche dai conoscenti per non dire dagli sconosciuti. Alla fine si è trasformato tutto in un fatto pubblico che un pò toglie misticità, un pò rende “ordinaria” l’attesa. Ma soprattutto, mette la futura mamma nella condizione di non poter sempre vivere le proprie emozioni a pieno, al sicuro e compresa, ma con velocità, superficialità e soprattutto nascondendo a volte l’autenticità di certe emozioni.

Per pudore, per paura, per vergogna. Non importa. Resta il fatto che ammettere di non essere sempre felici durante i nove mesi, di essere malinconica, di sentire la mancanza della vecchia vita, di chi si era prima di diventare mamme sono tematiche che la società non vuol sentire. Ti puoi lamentare dei piedi gonfi e della schiena dolorante ma non di aver ricevuto un dono…e ci mancherebbe, ma perchè non si può esprimere il proprio disorientamento senza sentirsi per forza giudicate, senza essere additate come ingrate? Poter riconoscere la confusione che si accavalla insieme ai cambiamenti fisici è invece una grande opportunità per elaborare le emozioni, gestirle e crescere. E’ un’occasione unica per essere consapevoli della donna che si vuole essere, della mamma che si diventerà e dei ruoli che sono importanti nella propria esistenza.

Quale maggior ricchezza dell’ascoltare la propria anima, che attraverso la pancia e il cuore, ti guida verso una nuova fase della vita, rendendoti migliore, un essere umano illuminato e sereno pronto ad accogliere una creatura meravigliosa?

Un abbraccio

Anna Laura

 

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