Infertilità: l’immenso mondo delle emozioni soffocate

Mi occupo di donne in attesa e neo mamme, questo è risaputo ma recentemente una ragazza mi ha contattata per raccontarmi la sua storia di mamma incompiuta. La chiamerò Tina. Tina ha lamentato con me la frustrazione dell’assenza di supporto psicologico per i problemi di infertilità e dal suo sfogo è venuto fuori un mondo immenso di paure, ansie, solitudini e sofferenza. Proprio grazie alla sua storia sono venuta a conoscenza di risvolti che ignoravo sull’argomento e mi sono resa conto più che mai dell’importanza dell’ascolto e della condivisione consapevole.

Grazie a Tina ho capito che, oltre alla delusione di non riuscire a procreare, una volta affidatisi alla fecondazione assistita, si devono subire mesi se non anni di angosce che mettono a dura prova l’anima. L’investimento emotivo è enorme, a volte schiaccia e la paura del fallimento è un’ombra pesante che accompagna un percorso che dovrebbe essere disseminato di gioia. Intorno ci si affida ad una rete sanitaria che non sempre comprende ciò che la donna prova o a familiari a conoscenti che “non possono davvero capire” specifica Tina, “nemmeno il partner”.

Quello che mi ha colpita maggiormente delle parole di Tina è l’ammissione di non essere più se stessa, di essersi sentita cambiata ad ogni visita, ad ogni controllo medico e di “odiare quel figlio difficile ad ogni tentativo fallito“. Tina non è riuscita a diventare mamma e sta facendo, dopo 3 anni di tentativi, ancora i conti con tutte le controindicazioni di un sogno tanto lontano. “sapessi Anna Laura i pensieri che ti assalgono. La notte prima di ogni tentativo mi venivano in mente 1000 motivi per rinunciare. Non sarò in grado di partorire, il bambino non sarà sano, lo perderò dopo poche settimane. Uno strazio in cui il processo artificiale trasforma qualcosa che dovrebbe essere naturale“.

Non so se risentirò Tina. La ringrazio per ciò che ha condiviso con me e per aver accettato che accennassi alla sua storia. Mi piacerebbe lavorare con lei. Sostenerla nel cammino per ritrovarsi. Chissà che si nasconda proprio lì la chiave per la creazione, nell’equilibrio di un corpo pronto e di una mente libera. Certamente accoglierò ogni donna che voglia diventare mamma come accolgo tutte le future mamme perchè hanno in cuore lo stesso tenero desiderio e le stesse buie paure. Se ti va di condividere la tua storia sono qui per te…

Un abbraccio

Anna Laura

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