Vogliamo davvero essere felici?

Ho notato in questi ultimi mesi che molti clienti si auto sabotano. Intendo dire che molti fanno esattamente ciò che sanno essere nocivo per loro, pur avendo iniziato un percorso di counseling da me con l’intenzione di stare bene.

Mi spiego. C’è chi rimanda l’appuntamento da mesi, ogni volta accampando una scusa inderogabile. C’è chi inizia il percorso alla grande e a metà, ormai in vista dell’agognato risultato non si presenta più agli incontri e se glielo fai notare si arrabbia pure, perchè insiste che tornerà. C’è chi si rifiuta di fare un piccolo passo pur ammettendo che ce la può fare.

Ma il viaggio dentro se stessi che porta al benessere, alla felicità, ad essere la persona che siamo davvero vivendo la vita che sogniamo non funziona così. Non si accende e spegne a piacere, non accade senza sforzo, non si realizza amandoci a intermittenza.

Così all’ennesimo caso ho pensato…vuoi vedere che sotto sotto non vogliamo essere poi così felici! Che realizzare i nostri sogni ci spaventa! Che siamo così affezionati ai nostri mostri da tenerceli sotto il cuscino al posto dei progetti che potremmo realizzare!

Ogni volta che conosco una nuova persona nel mio studio, chiarisco subito che senza la sua volontà non otterremo nessun risultato, che non posso far miracoli e non so far magie. Che il counseling è tutta questione di responsabilità e consapevolezza. E una volta capito questo è tutto molto più facile del previsto. Ascoltandosi e con il sostegno del counselor a volte si va così lontano da non riconoscere la persona che si era prima.

E secondo me l’inghippo è tutto qui. Fa paura accettare la sfida e sapere che molto probabilmente si vincerà, che finalmente arriveremo là dove volevamo. Potrebbe essere una delusione, concordo. Ma secondo me vale la pena, crescere, evolvere e rischiare di perdere qualcosa per diventare più forti e padroni del proprio futuro.

Lo so, qualcuno di voi sta pensando: parole scontate, frasi fatte. Beh mi dispiace ma siete proprio quel tipo di clienti che molla a metà perchè finalmente è in vista della felicità ma non sa come gestirla!

Un abbraccio

Anna Laura

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